Come curare i fiori

Comprare i fiori migliori

Molte persone contano sul proprio fiorista o sulle bancarelle dei mercati locali per procurarsi i fiori. Anche i fortunati possessori di un giardino corrono ogni tanto dal fiorista, specialmente d’inverno o quando il raccolto viene distrutto da una tempesta estiva. Per questi motivi, e per non mischiare a materiale giovane quello che sta già appassendo, è necessario imparare a riconoscere quando un fiore è fresco e quando non lo è più.


Osservando gli steli e le foglie, si può capire meglio la freschezza del materiale che non osservandone il fiore. Gli steli troppo esili, maleodoranti o scoloriti devono essere evitati, e così pure le foglie appassite, sbiadite, macchiate o ingiallite. Un buon fiorista non metterà mai in vendita fiori di questo tipo, anche perchè i fiori devono essere ripuliti e preparati prima di essere esposti, e segnali di questo tipo vengono rimossi. Per giudicare della freschezza e della bontà di un acquisto, bisogna assicurarsi che gli steli siano turgidi, brillanti e duri piuttosto che molli.

Non si devono comperare fiori che si stanno piegando o curvando sullo stelo.

Si deve valutare poi la consistenza dei petali: mentre alcuni sono naturalmente sottili come carta velina, ogni segno di trasparenza nei petali normalmente opachi è sinonimo di vecchiaia. Anche la variazione di colore è importante, poichè ogni inscurimento dell’orlo dei petali o del centro del fiore è segno di mancata freschezza. Altri fiori, invece col tempo diventano più chiari.
L’esperienza sarà una buona maestra.

Tuttora è oggetto di controversie il fatto di comperare i fiori quando sono in boccio o quando sono completamente aperti. La nostra preferenza è per i fiori che stanno per aprirsi, per evitare il rischio che il bocciolo si rifiuti di sbocciare del tutto e per godere dell’intera sua vita. Le infiorescenze, come regola generale, dovrebbero avere molti boccioli ben gonfi che cominciano a mostrare il loro colore e una minima parte di essi già aperti. Le peonie, le rose, gli iris, i tulipani e i gladioli sono considerati a fioritura sicura anche se comperati in bocciolo. Le infiorescenze che crescono su steli lunghi, come i gladioli e i Delphinium, fioriscono a partire dal basso verso l’alto, quindi la perdita dei fiori inferiori non è segno di freschezza. Come ultima cosa, va osservato il centro delle infiorescenze a capolino. Crisantemi, margherite, rudbeckie devono avere un centro duro, con poco, se non addirittura niente, polline visibile.

Un centro del capolino soffice, con masse di polline, significa che il fiore sta per completare il suo ciclo e quindi morire definitivamente. I capolini doppi, specialmente quelli del crisantemo, devono avere l’interno ben chiuso è meglio chiedere al fiorista di incartare individualmente gli steli con fiori molto grandi o delicati, per poterli trasportare con sicurezza; e non abbandonarli mai sui sedili posteriori di un’auto gelata o torrida.

Primo intervento sui fiori

I gambi dei fiori, sia che provengano dal giardino che dal negozio del fiorista, devono essere tagliati per essere posti nei vasi. Il taglio va effettuato obliquamente, meglio se con un coltello, e non con le forbici che schiaccerebbero lo stelo, ostruendone i vasi addetti al trasporto dell’acqua.


L’angolazione del taglio serve per esporre una maggiore superficie all’assorbimento dell’acqua e varia a seconda della specie. è importante che il taglio sia sempre eseguito tra un nodo e l’altro, in modo da facilitare l’assorbimento dell’acqua. Alcuni steli, quelli cavi in particolare, vanno tagliati immersi nell’acqua, per evitare che si formino bolle d’aria nei gambi. Gli steli legnosi, invece, andrebbero tagliati anche in altezza con due tagli a croce, per un paio di centimetri. Gli steli semi legnosi, come i crisantemi, vanno preferibilmente spezzati con le mani per facilitare la risalita dell’acqua nel loro interno.

I fiori tipo Helleborus o Cyclamen, con stelo carnoso, si devono tagliare per una lunghezza di tre centimetri su una sola parte dello stelo. Agli steli che secernono lattice, come i papaveri, le euforbie, le dalie e la Poinsettia, si pratica invece la scottatura,consistente nell’esporre la parte basale per pochi istanti al calore di una fiamma libera, oppure vanno immersi in acqua calda, generalmente tra i 60 e gli 80 gradi facendo il lattice sarà coagulato dal calore e impedita la fuoriuscita. Bisogna fare molta attenzione al lattice, che spesso è caustico e velenoso, per cui è meglio indossare guanti protettivi e lavare bene le mani a operazione conclusa.


Durante l’esposizione al calore, specialmente se si tratta di acqua calda, i fiori vanno protetti avvolgendoli con della carta o del tessuto leggero.

Le specie bulbose o rizomatose vanno private di residui di bulbi, rizomi e della parte bianca dello stelo che assorbe poca acqua.

Come seconda operazione, vanno tolte tutte le foglie sotto il livello dell’acqua del contenitore. La sommersione, infatti favorisce rapidamente i marciumi di foglie e germogli e causa la proliferazione di batteri che ostruiscono l’ingresso dell’acqua negli steli. Alcuni fiori, come le dalie, i lillà e i Philadelphus, vanno completamente privati dalle foglie.

Cure successive dei fiori

Anche quando i fiori sono stati correttamente tagliati, predisposti e collocati nei contenitori, non si deve pensare che il trattamento sia finito. I fiori e il fogliame necessitano di continue cure. Prima di collocare il materiale nel luogo più appropriato dal punto di vista dell’impatto visivo, va tenuto in considerazione il suo stato di salute e di freschezza. Le correnti d’aria portano alla morte i fiori, poichè fanno evaporare l’acqua dai petali più in fretta di quanto gli steli riescano a rifornirli. Il calore, o meglio l’eccesso di calore, è un altro nemico mortale, così sono da evitare le finestre che si affacciano a sud o a ovest o le posizioni vicino a radiatori o ad altre fonti di calore. I contenitori vanno ispezionati e riempiti ogni giorno, anche due volte al giorno, se necessario. Un’atmosfera secca può avere lo stesso effetto di un vaso senza acqua, quindi spruzzare delicatamente il mazzo o la composizione, cercando di non vaporizzare direttamente sul materiale, ma facendo ricadere le minute goccioline d’acqua dall’alto. Umidificare è importante specialmente per i rami di arbusti come le camelie o i rododendri (tranne quelli bianchi), i cui steli non riescono ad assorbire l’acqua molto bene.

Non vaporizzare su fogliame tomentoso o su petali cerosi come quelli dei gigli o delle gardenie. Come ultima cura, eliminare al più presto i fiori appassiti e il fogliame morto.

Fiori recisi - i nutrimenti

Se l’aggiunta di additivi (aspirina, zucchero, alcol, aceto, disinfettante, succo di limone) aiuti o meno i fiori a vivere più a lungo è un argomento spesso oggetto di dispute. Molti fioristi e molti di coloro che realizzano composizioni floreali reputano efficaci gli additivi; mentre altri pensano che tutto il mercato dei conservanti per fiori recisi sia una grosse frode. Tuttavia si riscontra spesso una oggettiva validità dei rimedi popolari. Una ricetta di questo tipo prevede la miscelazione di 1 cucchiaio (da cucina) di sale da cucina, 1 cucchiaio di cloruro di potassio, 4 cucchiai di alluminio, 60 cucchiai di glucosio. Quindici centimetri cubici di questa miscela verranno sciolti in 600 cm cubici d’acqua. Conviene preparare più soluzione di quanta ne occorra, per poter rabboccare più volte il recipiente.

Delle soluzioni più tradizionali, l’aspirina disciolta in acqua è sez’altro la più nota e la più usata, anche in miscela con lo zucchero. La dose standard è un’aspirina e un cucchiaio di zucchero in un vaso di media capacità. Lo zucchero, infatti, nutre i fiori e l’aspirina riduce la perdita d’acqua dalle foglie. Il carbone e l’alluminio sono usati per mantenere limpida l’acqua. Qualche goccia di candeggina o di disinfettante mantiene bassa la crescita dei batteri e rallenta la decomposizione. In commercio si trovano miscele già pronte.

Problemi particolari

Durante il trasporto, i fiori vanno rinchiusi in un sacchetto di plastica a tenuta d’aria. Le piante stesse rilasceranno umidità creando un microclima all’interno della plastica e non subiranno danni.
Se la temperatura esterna è rigida, si possono coprire i fiori con diverse pagine di giornale, che li manterranno più al caldo. Per gli steli molto lunghi, è consigliabile usare un secchio contenente un pò d’acqua, da affrancare al pianale posteriore dell’auto.
Le tecniche per restituire vitalità ai fiori sono importanti. Può capitare di ricevere splendide scatole di fiori o grandi mazzi incartati, che, una volta aperti, deludono per il loro aspetto. La colpa spesso non è del fiorista, perchè i fiori possono lasciare il negozio in perfette condizioni; ma se il giro delle consegne è particolarmente lungo, si rovinano leggermente nel trasporto. Senza disperare, si tagliano nuovamente i gambi e si immergono per 30 secondi in acqua bollente, proteggendo i fiori; quindi si tengono gli steli immersi in acqua tiepida per alcune ore. Questa è una buona tecnica per ringiovanire dei fiori che sono stati per qualche giorno in un vaso in casa e che incominciano ad appassire.
Per ritardare l’apertura dei boccioli si devono tenere in un luogo freddo, ma non gelato, e al buio. Un frigorifero serve benissimo allo scopo, dopo aver avvolto i fiori in un foglio o in un sacchetto di polietilene.
Come presentare i fiori freschi in casa o in negozio.

L’uso domestico del fiore dipende molto dalla cultura, dall’ambientazione, dai colori e dal tipo di arredamento.

Generalmente, i fiori recisi vengono acquistati sfusi e in seguito vengono composti in un mazzo tondo, senza particolari tecniche, per decorare un ingresso, una tavola o una credenza.
Il consumatore italiano è legato spesso nell’acquisto del fiore fresco a un’occasione particolare quale una festa o una ricorrenza; mentre nel resto dell’Europa si usa moltissimo come qualsiasi altro elemento decorativo dell’abitazione. La presentazione del fiore reciso dovrebbe avvenire proprio secondo questo scopo: abbellire la casa.
In negozio, oltre ad esporre i fiori, occorre presentarli in modo da invogliare l’acquisto. Nel contempo, bisogna fornire ai fiori le condizioni ottimali di luce, temperatura e umidità, per conservarli al meglio il più; a lungo possibile.

In genere, nel negozio l’esposizione è in verticale e viene ottenuta con dei vasi ancorati alla parete o appoggiati su scaffali a gradini; oppure vi è una mescolanza di esposizione in orizzontale e in verticale, qualora si disponga di uno spazio maggiore.
Per una corretta esposizione e per prolungare la conservazione, il tipo di illuminazione e quindi la qualità e la quantità della luce contano tanto. Infatti, le normali lampadine a incandescenza rendono i colori più gialli; per contro, le lampade al neon rendono alcuni colori più freddi. In commercio esistono lampade particolari che, oltre a mantenere la luminosità ottimale, accentuano il tono dei colori, permettendo una migliore presentazione del prodotto.
Riguardo al tipo di esposizione, questa può essere fatta a settori distinti per ogni fiore, oppure separando il materiale in base al colore. Quest’ultimo caso si adatta maggiormente a negozi di piccole dimensioni. Esponendo in gruppi di colore omogeneo, bisogna fare attenzione ad accostarli in modo che non siano stridenti.

Quando i Fiori appassiscono: usi alternativi

Per quanto bravi e fortunati si possa essere nel preparare una composizione, prima o poi i fiori appassiscono. Molte specie, però, possono essere ancora utilizzate. Tra le tante vanno ricordate Achillea, Amaranthus, Allium, Echinops, Eryngium, Helianthus, Helipterum, Lunaria, Physalis, Limonium, Cortaderia selloana, Gypsophila, Hydrangea, Typha, Rosa.

Fiori essiccati

Non tutti i fiori sono adatti per essere essiccati, specie quelli con steli molto carnosi, in quanto l’elevato contenuto d’acqua li farà ammuffire ancora prima che il processo di essiccazione sia completato. Diversi sono i procedimenti che si possono seguire.
Per i fiori si possono utilizzare i metodi per sospensione a testa in giù o per disidratazione con sabbia e borace o con cristalli di Silica-gel. Per le foglie e il fogliame sono indicate la conservazione in glicerina e acqua, la stiratura o anche la sospensione a testa in giù. L’essiccazione per sospensione è il più semplice dei metodi. Si appendono i fiori o le foglie, con l’apice rivolto verso il basso, in un locale poco luminoso o buio, secco e areato.
La disidratazione tramite sabbia e borace o tramite cristalli di Silica-gel è un pò più difficile, e consiste nel ricoprire completamente di una miscela di 3 parti di sabbia e 1 di borace o di Silica-gel il materiale da disidratare. Sul fondo di un mastello di plastica si dispone uno strato del disseccante, quindi vi si appoggiano i fiori in piano, col gambo rivolto verso l’alto, irrigiditi col fil di ferro, facendo attenzione che non si tocchino. Si versa quindi il resto del disseccante fino a coprire completamente i fiori, e si chiude il tutto ermeticamente con un coperchio. Usando sabbia e borace, in 4-5 giorni il processo di essiccazione sarà completato, mentre con il Silica-gel bisogna attendere che i cristalli passino dall’azzurro a un colore rosato.

L’essiccazione tramite stiratura è un metodo usato per l’essiccazione delle foglie. Si sistema il materiale tra due fogli di carta assorbente e si passa sopra un ferro da stiro tiepido dapprima sul rovescio della foglia e poi sul davanti, continuando finchè non si è completamente disidratata.

Fiori pressati

è un metodo che si presta per foglie e fiori piatti, In un ambiente freddo, sopra un pavimento asciutto, si pone il materiale da seccare tra due o più fogli di carta assorbente, vi si appoggia sopra una tavoletta di legno e si comprime il tutto con un peso omogeneo (libri, mattoni pieni, ecc.). Dopo qualche settimana le foglie o i fiori saranno secchi.

Pot-pourri

Che cosa fare quando ormai i fiori cominciano a perdere i petali e non si possono nemmeno essiccare?
La risposta è di servirsene per realizzare un pot-pourri. Questo termine significa la mescolanza profumata di fiori e petali che può essere preparata con due metodi: a umido e a secco. Col primo metodo, i petali dei fiori vengono prima parzialmente disidratati e posti entro un barattolo alternati a strati di sale. Per due settimane bisognerà mescolare l’insieme ogni giorno, finchè i petali non saranno ben sbriciolati. In seguito si aggiungerà un fissativo della fragranza (rizoma di iris, semi di Dipteryx odorata), spezie e oli essenziali. A questo punto il tutto va lasciato riposare per almeno sei-sette settimane, chiudendo il barattolo ermeticamente.
Il metodo a secco prevede che il materiale vegetale venga essiccato perfettamente prima dell’utilizzo, ponendolo su di una rete tesa a maglie strette, in un ambiente fresco, asciutto, ventilato e buio. A seconda delle specie e della densità dei fiori, in 10-15 giorni il processo sarà concluso e si provvederà alla miscelazione con un fissativo ed eventualmente con spezie e oli essenziali. Se si utilizzano questi due ultimi ingredienti, il pot-pourri va lasciato maturare in un barattolo chiuso per sei settimane. La specie più usata in assoluto come base per tutti i pot-pourri è la rosa, per la sua proprietà di mantenere molto a lungo la fragranza. Tra le altre specie molto usate vi sono: Calendula officinalis, Acacia dealbata, Laurus nobilis, Thymus vulgaris, Pinus sylvestris, Viola, Eucaliptus gunnii, Santolina chamaecyparissus, Matthiola bicornis, Menta rotundifolia, Chrysanthemum vulgare, Lathirus odorata, Gardenia jasminoides, Dianthus, Convallaria majalis, Lavandula, Valeriana officinalis.
Gli oli essenziali più utilizzati sono quelli di rosa, di lavanda, di violetta, di rosa e geranio, di limone e verbena e di rosmarino. Possono essere aggiunti anche legni profumati, come il legno di sandalo o quello di cedro. Il pot-pourri andrà posto in una ciotola fonda da disporre in casa per profumare gli ambienti. La mistura si può adoperare anche per aromatizzare gli armadi, i cassetti e il loro contenuto, dopo averla posta dentro sacchetti di garza o in bustine di tela. Normalmente, il profumo del pot-pourri dura per qualche mese e potrà essere facilmente rinnovato aggiungendo poche gocce di olio essenziale.

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